Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha chiesto una nuova leadership per l'Iran, definendo a Politico la Guida Suprema Ali Khamenei «colpevole della completa distruzione del Paese e dell'uso di violenza a livelli mai visti prima». L'attacco verbale arriva in risposta alle dichiarazioni di Khamenei, che ha bollato Trump come «criminale» e «responsabile delle vittime, dei danni e della diffamazione che ha inflitto alla sua nazione». La tensione tra i due Paesi si intensifica mentre Washington mobilita risorse militari in Medio Oriente.
Trump ha dichiarato a Politico: «È il momento di cercare una nuova leadership per l'Iran». Il presidente ha sostenuto di aver impedito l'esecuzione di circa 800 manifestanti due giorni prima, definendo Khamenei: «Quest'uomo è un malato che dovrebbe governare il suo Paese correttamente e smettere di uccidere persone».
La risposta iraniana
La Guida Suprema ha respinto con forza le accuse durante un'apparizione pubblica in occasione dell'Eid al-Mab'ath. Khamenei ha definito le proteste nel Paese «un complotto americano» e ha ammesso che le forze hanno ucciso migliaia di persone, «alcune in modo disumano e selvaggio». Ha inoltre ordinato alle autorità: «Devono spezzare la schiena ai sediziosi».
Il procuratore di Teheran Ali Salehi ha liquidato le affermazioni di Trump sulla revoca delle sentenze di morte come «sciocchezze inutili e infondate». Salehi ha confermato che la risposta giudiziaria ai manifestanti sarà «decisa, deterrente e rapida», con incriminazioni già inviate in tribunale.
Mobilitazione militare USA
Il Pentagono sta dispiegando risorse aggiuntive in Medio Oriente. La portaerei USS Abraham Lincoln, proveniente dal mare cinese, naviga verso la regione con un'operazione stimata di almeno due settimane. Anche la USS Bush ha lasciato Norfolk, Virginia, diretta verso le acque atlantiche.
Bombardieri strategici B-2 con capacità stealth e aerei cisterna KC-135 operano tra Diego Garcia nell'Oceano Indiano e basi negli Stati Uniti.
Il Dipartimento di Stato ha avvertito tramite il suo account X in farsi: «Abbiamo ricevuto notizie secondo cui la Repubblica Islamica starebbe preparando opzioni per colpire le basi americane. [...] Non scherzate con Trump».
Preoccupazione del Vaticano
Il cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato vaticano, ha espresso «grande preoccupazione» per la situazione in Iran. «Mi domando [...] come sia possibile che ci si accanisca contro il proprio stesso popolo, che ci siano stati così tanti morti. È una tragedia», ha dichiarato Parolin a margine di un evento di Azione Cattolica a Roma.
Riapertura delle scuole
Nonostante le tensioni, le autorità iraniane hanno annunciato la riapertura delle scuole a Teheran e in altre città, chiuse dal 10 gennaio a causa delle proteste. Gli esami universitari riprenderanno sabato 24 gennaio, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa iraniana Isna.
Nota: Questo articolo è stato creato con l'Intelligenza Artificiale (IA).









